STANNO UCCIDENDO IN MARE...


e noi li lasciamo fare...
IL VECCHIO ODIO TRAVESTITO DI NUOVO

Diego Fusari, il filosofo che abbraccia il pensiero gentiliano e va a braccetto con Salvini, si definisce gramsciano e si appoggia a Casa pound (dimenticando che Gramsci fu ucciso dai fascisti), ama comparire nelle Tv di intrattenimento e mostrarsi come un intellettuale abbronzato. 

IL NULLA COMMERCIALE CHE AVANZA.
PICCOLI BARONETTI CRESCONO...
IN TV E DENTRO LE UNIVERSITÀ.

LIBERI E SELVATICI. NO BORDER

Non basteranno i palmi di tutte le mani umane per raccontare la voglia di un mondo diverso che ci esplode dentro.
Non basteranno i palmi di tutte le vostre mani ad impedirci il cambiamento che pratichiamo.

Liberi e selvatici. No border. Acrilico su parete (120cm x 130)

Nel contesto

Durante la realizzazione

Dettaglio



L'AUTORITARISMO

Sono lieto di presentarvi la nuova collaborazione con il sito Diario pubblico, meditazioni trasversali con un intelletuale indipendente.
Una collaborazione nuova nella forma ed antica nella conoscenza con chi lo ha creato. Antonio Fiscarelli è un intellettuale che ama la terra e la lavora. Pensa, provoca e pubblica
racconti e saggi con diverse case editrici.

FRANCO BASAGLIA
"NOI DICIAMO DI AFFRONTARE LA VITA, PERCHÉ LA VITA CONTIENE SALUTE E MALATTIA, E AFFRONTANDO LA VITA NOI PENSIAMO DI FARE PREVENZIONE".


 E' Franco Basaglia, con le sue parole, che ci permette di guardare in faccia le nostre paure e superarle.

Alla Cabina dell'Arte Diffusa

Ci sono luoghi che sono spazi di cultura comune e condivisa. La cabina dell'arte diffusa è un grande progetto che cresce piano e integra l'autodeterminazione con la condivisione, dà ad un luogo, una piazza che potrebbe essere uno spazio anonimo e abbandonato, un senso altro. La piazza si fa nuovamente comunità attorno al totem telefonico in disuso. La cabina telefonica che non ha più senso di esistere, perchè il tempo l'ha superata, diventa simbolo significante di una rinascita. Interpreta l'esistente rinnovandone il significato, si fa luogo di incontro e spinge al cambiamento e al consolidamento di una piccola comunità a disposizione di tutti, tutti coloro che vivono o passano per Piazza Peyron a Torino.




Nella mostra collettiva in Piazza Peyron a Torino l'autore passeggia con la sua opera, il fruitore si trova davanti ad un individuo, non solo davanti ad un oggetto. Non c'è gerarchia tra i due, ci si può guardare negli occhi, la distanza tra opera e osservatore è annullata dalla conoscenza, anche verbale, con l'autore.

 

5 LUGLIO 2018

Oggi Nico è a casa, e questo è motivo di gioia, per lui e la madre, che ingiustamente l'ha visto recluso nonostante il diritto, imposto dal giudice, di essere scarcerato!
Per tre mesi Nico è stato dentro perché ha provato ad impedire un comizio neofascista e, una volta arrestato, una volta che il giudice ha disposto un ordine di scarcerazione, in cambio di una libertà vigilata da un braccialetto elettronico, quest'ordine non è stato applicato perché non ci sono abbastanza bracciali per poter vigilare i controllati.
Oggi Nico è un po' più libero, ed io un po' più leggero.
Oggi è nuovamente a casa e ne gioisco.
Oggi la madre può smettere di fare lo sciopero della fame.
Oggi, però, moltissime persone stanno dentro e non hanno la solidarietà e la forza e l'attenzione dei compagni che li sostengono.
Il carcere dovrebbe avere una funzione di reintegraizione ed invece è solo un luogo di abbandono, un luogo dove la punizione è fine a se stessa, dove il sopruso prevale ed i diritti sanciti, anche da una sentenza, sono fottutamente disattesi.
Oggi è un giorno di festa e anche di lotta.